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COSA VEDERE A PORDENONE

 

 

La cultura è uno dei settori nei quali la provincia di Pordenone sa esprimere il meglio di se stessa.

Dai centri più grandi ai borghi più piccoli, ci sarà sempre almeno una iniziativa che saprà cogliere la vostra voglia di curiosità e di conoscenza. Sede di grandi festival letterari o dimora di importanti scrittori e letterati, questo territorio è ricco di spunti ed iniziative che consentono al visitatore di coltivare le proprie passioni.

 

 

ITINERARIO ALLA SCOPERTA DI CORSO VITTORIO EMANUELE

 

Dall'antico palazzo del Comune comincia Corso Vittorio Emanuele II, l'antica contrada Maggiore, il cui percorso risulta irregolare essendo stato realizzato in modo empirico dai suoi primi abitanti seguendo il tradizionale tracciato comune della zona, da sud verso nord, parallelamente ai piccoli corsi d'acqua di risorgiva che alimentano il vicino fiume Noncello.

Qui sono stati costruiti i primi edifici della città, intorno al 1000 d.C., in parte ricostruiti in seguito ai diversi incendi che distrussero molte case della Pordenone antica.

Numerosi palazzi di notevole interesse artistico ed architettonico che si incontrano camminando lungo il Corso:

 

municipio di pordenone  

Palazzo Comunale

Costruito alla fine del '200, la cui facciata presenta finestre a trifora e un avancorpo a torre attribuito all’Amalteo, con l'orologio che batte le ore e le mezz’ore e segna fasi lunari e segni astrologici, opera cinquecentesca dei fratelli Rainieri di Reggio.

 

[approfondimenti nella pagina dedicata]

     
palazzo ricchieri  

Palazzo Ricchieri (civico 51 - XIV secolo).

Dal 1972 sede del Museo Civico d'Arte, si colloca accanto al Municipio e al Duomo Concattedrale di San Marco.

Sia al primo piano sia al secondo piano nobile, le sale laterali a sud-est hanno restituito frammenti abbastanza vasti di pitture murali di periodo gotico, che costituivano più cicli decorativi, ove prevalgono rappresentazioni di allegorie profane o di scene di battaglie e duelli. Si può ritenere che in origine l'edificio fosse costituito dalla sola porzione di destra che, isolata, formava un tozza torre a base quadrata. Da essa la costruzione si ampliò sia in orizzontale sia in altezza, innalzandosi sopra il piano terra, di due piani nobili, oltre al solaio che si estende tutt'ora sopra l'intero palazzo.

[approfondimenti nella pagina dedicata]

     
palazzo gregoris bassani  

Palazzo Gregoris - Bassani (civico 46 - XVIII secolo).

La facciata è di tre piani con due assi di finestre e sottotetto aggiunto, davanzali e cornici in pietra modanata.

Il porticato gotico ha due arcate, colonna centrale con capitello e pilastri ai lati. Su due ordini le decorazioni, a finta tappezzeria damascata di forte cromatismo.

Sui riquadri di colonne ai lati ben tre fregi fungono da marcapiano con maschere, delfini, sirene, tritoni e ippogrifi.

Al centro campeggia, annodata al chiodo da un nastro, l'arme Gregoris con le iniziali di Francesco.

     
palazzo Gregoris  

Palazzo Gregoris (civico 44 - XVII secolo). Alcuni brani d'affresco e i resti di una finestra attestano l'origine trecentesca del primitivo edificio. L'attuale palazzo costituisce uno splendido esempio di architettura veneziana di terraferma.

Balconi, ampie finestre, archi e mascheroni connotano la facciata, sormontata dal grande stemma lapideo di famiglia, con sottostante cartiglio dedicatorio.

Attraverso la calle aperta sotto il palazzo (Vicolo delle Mura) dal corso si raggiunge ciò che rimane delle antiche mura della città, ridotte a moncherini dalle autorità francesi al seguito di Napoleone. Nel 1499 avevano contribuito a salvare la città dalle invasioni turche.

Il vicolo esce verso gli attuali Giardini Pubblici, nei pressi della scomparsa porta detta dei Cappuccini.

   
Palazzo Varmo Pomo o Casa Vianello  

Palazzo Varmo-Pomo o Casa Vianello (civico 45 XV secolo).

In città è conosciuto anche come "Palazzo dei Capitani", ma i Capitani imperiali prima ed i provveditori veneti poi, risedettero sempre nel Castello o, forse anche, nel palazzo che sorgeva accanto a questo e che fu distrutto da un bombardamento nel 1944.

Articolato su due piani più mezzanino presenta due assi di finestre: tre bifore al primo piano (ricorstruite attorno al 1930) e, al secondo piano a sinistra una monofora e sulla destra un'altra bifora con arco trilobato. La facciata è decorata con tramature a rombo a "finta tappezzeria". Sulla stessa si possono vedere tre grandi stemmi a forma di scudo.

Il primo, a sinistra, raffigura un monumento sommariamente tracciato. Il secondo al centro, porta i colori di casa d'Austria ed è sormontato dall'aquila imperiale. Il terzo, a destra, reca le insegne dei nobili di San Daniele di Varmo. Interessante, sul lato del palazzo verso via del Mercato l'emblematico guerriero di gusto nordico, che sembra reggere la canna fumaria.

   
palazzo de rubeis  

Palazzo De Rubeis - Rosittis (civico 17).

Dei due palazzi di origine medievale, poi riuniti, risulta di particolare interesse il primo, elevato di un piano e modificato nel sottoportico, con tre arcate dell' '800 ad arco ribassato. Sul riquadro del '600 incassato al primo piano corre il cordone in cotto del marcapiano, che in origine segnava la sottogronda. Il decoro in arcatelle pensili è sormontato da volute vegetali con profili policromi, ed espone fra le colonne un estroso bestiario di animali fantastici alternati a effigi umane.

Il paramento pittorico simula una tappezzeria a motivi geometrici con rombi, racemi e girali, mentre sotto la finestra centrale figura un ignoto stemma barocco.

   
casa bernardi  

Casa Bernardi (civico 15).

La costruzione si compone di due edifici del primo '400, sopraelevati alla fine '800 di un piano, ciascuno con arco e sottoportico a tutto sesto.

Le facciate sono scandite da quattro assi di finestre rese rettangolari, ma in quella di sinistra l'originale curvatura traspare dalle cornici decorate, riemerse dopo i restauri del 2004.

Riappaiono riquadri e affreschi policromi trecenteschi, nella stesura su consistente rivestimento del muro in cotto.

A sinistra un lacerto serba una punta di scudo araldico porporino, forse dello stemma del civico, e sull'altra si rivede il familiare fasciato dell'Austria.

   
casa Simoni  

Casa Simoni (civico 10).

 

Palazzetto già di proprietà demaniale, per il vistoso contrassegno dello stemma civico tra le due finestre gotiche della facciata, piccola ma ben proporzionata.

L'originaria struttura trecentesca era formata da due piani, e nella fronte del primo erano inserite due monofore degli archi trilobati.

La facciata ha conservato le semplici decorazioni a finti mattoni, delimitate nel sottogronda da due fasce a motivi floreali e con frutta.

   
beccherie  

Le Beccherie

Nel cortile che si apriva a destra della Porta della Bossina o Trevigiana, abbattuta in parte nel 1817 e poi completamente tra il 1908 ed il 1911, si trovavano i macelli, le "beccherie" appunto, che scaricavano gli scarti di lavorazione nella roggia di Sant'Antonio o Codafora.

In uno stabile che si affacciava sullo stesso cortile, un tempo coperto da un pergolato di viti d'uva americana, si insediarono nel 1911 le Regie Poste con servizio telegrafico e la Banca di Pordenone.

Molto più vasto di quanto non lo sia oggi, lo stesso cortile ospitava anche i tavolini del bar pasticceria Figini al quale si poteva accedere attraverso la cancellata ancora oggi esistente.

 

 

Finito il giro in corso Vittorio Emanuele II a Pordenone troviamo da poter visitare:

 

 

 

casa bernardi  

Museo Civico di Storia Naturale Via della Motta, 16 - telefono 0434/392950

Intitolato a Silvia Zenari, la più illustre naturalista pordenonese, è stato fondato nel 1970 ed è situato nel cinquecentesco Palazzo Amalteo, in Piazza della Motta.

Il patrimonio museale comprende significative collezioni naturalistiche (tra cui la raccolta di oltre 10.000 campioni di minerali, la collezione di fossili corredata dalla ricostruzione in grandezza reale di un mammut e la famosa collezione ottocentesca di uccelli). La sezione dedicata alla tecnologia comprende centaia di strumenti scienfici antichi ed un'importante collezione di modelli navali di varie epoche, tra cui quelli tradizionali di navigazione fluviale. La sala del planetario didattico permette di simulare il moto degli astri nella volta celeste.

Per info: www.comune.pordenone.it/it/comune/in-comune/strutture/museostorianaturale

   
casa Simoni  

Museo Archeologico del Friuli Occidentale- Via Vittorio Veneto, 19 - tel. 0434 541412

Allestito presso il castello di Torre, recentemente restaurato, il museo custodisce nella sue sale i numerosi reparti raccolti dall'ultimo esponente della famiglia residente nel maniero, il conte Giuseppe di Ragogna, durante la sua attività di archeologico.

I reperti provengono da tutto il Friuli occidentale e ricostruiscono una vasta panoramica storica, dalla preistoria al Rinascimento. Si possono inoltre ammirare i reperti del Palù di Livenza "Patrimonio dell'Unesco".

Per ulteriori dettagli clicca qui

   
immaginario scientifico  

Immaginario Scientifico - Museo delle scienze interattivo e multimediale

Via Vittorio Veneto, 31 - tel.0434 542455

Fedele alla sua impostazione di museo della scienza di nuova generazione, il museo racconta la scienza e la tecnologia attraverso l'uso di impostazioni interattive, per giocare con fenomeni naturali ed esplorarne le leggi; propone spettacolari mostre tematiche multimediali dedicate ai più svariati temi delle scienze, della natura e dell'ambiente e offre un ricco programma di attività didattiche e ludo-didattiche che invitano giovani e meno giovani a un gioco di curiosità, sperimentazione e comprensione di fenomeni naturali e contenuti scientifici.

Aperto tutte le domeniche dalle 10.00 alle 20.00

Per ulteriori informazioni vistare il sito: www.immaginarioscientifico.it/torre_museo

   
beccherie  

Museo Diocesano di Arte Sacra - Via Revedole, 1 - tel. 0434/524340

Posto su una collinetta poco lontana dal fiume Noncello in un edificio moderno e funzionale, inaugurato nel 1995 troviamo il museo Diocesano di arte sacra.

La raccolta presenta le sezioni tipiche degli altri musei diocesani, come affreschi staccati, sculture in pietra e lignee, dipinti su tela e tavola, oreficeria e argenteria sacra, disegni e stampe, manufatti tessili ed ex voto.

Il museo è suddiviso in sezioni, secondo un duplice ordinamento: per materia (disposta cronologicamente) e per destinazione. Da sottolineare le opere di Gianfrancesco da Tolmezzo, del Martini, del Calderari, di Francesco Guardi, di Alvise Casella, di Pomponio Amalteo.

Ingresso gratuito - per consultazioni orari visita il sito www.diocesi.concordia-pordenone.it

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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