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CAMPANILE E DUOMO DI SAN MARCO

 

Il campanile, costruito completamente in mattoni a vista, con le eleganti trifore e gli archetti pensili in cotto, è considerato uno dei più belli d'Italia per le sue caratteristiche romanico-gotiche.

Alto quasi 80 metri, con la sua maestosa e nel contempo agile ed elengante struttura si staglia sul territorio con tale imponenza da essere visibile per molti chilometri.

 

 

Il Duomo di Pordenone, dedicato a San Marco è la principale chiesa di Pordenone, dal 26 ottobre 1974 fu elevato alla dignità di concattedrale della diocesi di Concordia-Pordenone, con Decreto della Santa Congregazione dei Vescovi, in seguito al trasferimento della sede vescovile da Portogruaro a Pordenone.


Il duomo - cattedrale eretto a partire dal XIII secolo, assunse nel corso del Trecento forme romanico-gotiche, ancora oggi pienamente apprezzabili all'esterno, soprattutto nella parte absidale.

La facciata esterna, rimasta incompleta, si presenta con quattro grandi semicolonne in pietra, residuo di un intervento ottocentesco di Francesco Lazzari; al centro c'è il grande portaledel 1511 dello scultore Giovanni Antonio Pilacorte, sui cui stipiti sono scolpiti, in bassorilievo simboli dei segni zodiacali, mentre nella lunetta superiore è posta una pregevole statua del Cristo.

 

L'interno serba manufatti di pregio della sua storia secolare: tre opere del Duomo sono del famoso pittore Giovanni Antonio de' Sacchis detto il Pordenone. Si tratta della pala della Misericordia, posta nella prima cappella sulla destra, degli affreschi di S.Rocco e S.Erasmo su un pilastro ottagonale, risalente ai primi decenni del Cinquecento, e della Pala di S.Marco, sull'altare maggiore.

 

Ai lati dell'altare si trova, sulla destra la Cappella absidale di S.Nicolò, il protettore della confraternita dei naviganti fluviali di Pordenone, mentre sulla sinistra la Cappella absidale di S.Agostino contenente una Pentecoste di Gianfranco da Tolmezzo (1500ca).

La Cappella di San Nicolò è stata affrescata da un anonimo pittore noto come il Maestro delle storie di San Nicolò dopo la seconda metà del XV secolo. Sulla volta sono raffigurati i Padri della Chiesa in Cattedra, mentre alla pareti vi sono Episodi della vita di san Nicolò.
Sulla parete adiacente al presbiterio si può vedere un affresco staccato, risalente al periodo 1414-1420 con San Nicolò in Cattedra ed opera di un pittore anonimo, noto come il Maestro della Cappella Ricchieri.
L'altare di san Nicolò risale al 1753 ed è opera di Giovanni Battista Bettini da Portogruaro, mentre la pala risale al 1773 ed è stata attribuita, con qualche dubbio, a Pietro Feltrin.

 

La cappella della famiglia Montereale Mantica, presso il pilastro di destra, si presenta molto ricca e interamente affrescata dal Calderali con le Storie della Vergine e del Cristo, della metà del Cinquecento.

Da segnalare sullo sfondo la della Cena in Emmaus affrescata sulla parete sinistra, la descrizione dei tre viandanti che fanno il loro ingresso in una città che non è difficile da riconoscere in Pordenone.

 

Sull'altare trova posto la Pala di Pomponio Amalteo con la Fuga in Egitto, posteriore agli affreschi di una decina d'anni.

 

Pregevoli bassorilievi presentano alcune delle grandi lastre tombali spostate e murate all'esterno nel corso del rifacimento della pavimentazione del Duomo tra il 1965 e il 1975.

 

 

 

 

 

 

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