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GEOGRAFIA E DATI SULLA CITTA'

 

La città è suddivisa in sei circoscrizioni comunali: Rorai-Cappuccini, Nord (comprendente il quartiere della Comina), Centro, Torre, Borgomeduna, Sud (comprendente i quartieri di Villanova e Vallenoncello).
La città ha inglobato come quartieri, dal secondo dopoguerra fino agli anni Settanta, alcuni borghi limitrofi (attualmente contigui nel tessuto urbano) come Torre (l'insediamento più antico nel territorio comunale risalente all'epoca romana), Rorai Grande, Vallenoncello e Villanova di Pordenone (quest'ultimi tutti di epoca medioevale). È di epoca più recente (XIX secolo) la località di Borgomeduna, un insediamento agricolo (Borgocampagna).
Precedentemente all'inclusione, dopo l'annessione allo stato unitario italiano (1866), questi nuclei abitativi costituivano frazioni e località (Borgomeduna, Rorai Grande, Villanova, Torre) del comune di Pordenone e comuni autonomi (Vallenoncello).

 

 

Posizione geografica: (Piazza San Marco) Latitudine Nord 45° 57' Longitudine Est 12° 41'

Altimetria: Piazza San Marco 24 mt s.l.m. - Villaggio del Fanciullo (max) 62 mt s.l.m.

Superficie complessiva in Kmq: 38,23

Abitanti: 52.008 (dati ISTAT - novembre 2012) - Gli stranieri residenti nel comune sono 8.412, ovvero il 16,3%

Sindaco della città: Claudio Pedrotti dal 2011 - centrosinistra.

 

 

Fiumi che bagnano Pordenone

 

Noncello, fiume che sgorga a Cordenòns (Pordenone), e che si immette nel fiume Meduna presso Visinale, lambendo la città di Pordenone, la quale è "figlia" del Noncello, sia quanto al nome (Pordenone = Portus Naonis = Porto del Naone-Noncello), sia per il suo sviluppo nei secoli. Infatti attraverso questo corso d'acqua in passato si è reso possibile un traffico fluviale che collegava direttamente la città con il mare Adriatico e dunque con Venezia attraverso il percorso Noncello-Meduna-Livenza.
Noncello è il nome attuale dell'antico Naone, attraverso un diminutivo che un tempo designava uno dei suoi rami. I documenti antichi, infatti, usano entrambe le forme Naunzel e Naun. Già nel XII secolo è attestato un porto sul Noncello. Anticamente le barche attraccavano proprio in prossimità della città, ma successivamente il porto fu spostato circa due chilometri più a valle. Nel secolo XVII la navigazione venne regolata dalla Repubblica veneta che assegnò alle imbarcazioni provenienti da Pordenone l'approdo in Venezia alla "riva del carbon, dalla parte del traghetto di san Luca" (30 marzo 1616), mentre il 27 gennaio 1690, il "Collegio alla milizia da mar" destinò ai Pordenonesi la "riva del ferro vicino a Rialto".
Nel 1672 fu introdotto un regolare servizio passeggeri per Venezia, affidato per un mese successivamente a ciascuna barca della "fraglia" dei barcaioli pordenonesi. Il burchiello partiva da Pordenone il sabato e ripartiva da Venezia il martedì alle quattro di notte, compiendo complessivamente un tragitto di circa 150 chilometri. Anche il servizio postale tra Pordenone e Venezia si svolgeva principalmente per via fluviale. Il procaccia salpava da Pordenone il martedì e da Venezia il venerdì. La posta giungeva a Pordenone il sabato, che era anche giorno di mercato.
Il commercio e il trasporto fluviale decaddero col decadere della potenza veneziana e con l'arrivo della ferrovia a Pordenone (1855), sebbene il trasporto fluviale sia continuato in parte fino alla prima metà del Novecento.
Nel tratto più vicino alla città il fiume è circondato da una flora spontanea (salici, pioppi, betulle, roveri e olmi) che costituiscono il Parco fluviale del Noncello.

 

Il Meduna, principale affluente del fiume Livenza, nel quale confluisce nella bassa pianura pordenonese, dopo aver ricevuto le acque dei fiumi Cellina e Noncello.
Il Meduna ha origine nella catena principale delle Dolomiti friulane, dalle pendici del Monte Caserine (2306 m) e dalla vetta Fornezze (2110 m). Scorre verso sud con il nome di Canal grande fino alle case Selis, a circa 8 chilometri, dove riceve le acque del Canal piccolo e assume il nome di Meduna.
La valle prosegue quindi verso ovest aprendosi nella piana di Tramonti di Sopra, nella quale sbocca anche il torrente Viellia, affluente di sinistra del Meduna. Poco oltre il Meduna riceve, sempre sulla sinistra, le acque dei torrenti Chiarchia, Tarcenò e Chiarzò; piega quindi verso sud fino alla chiusa di ponte Racli, dove negli anni Cinquanta del Novecento è stata costruita una diga che ha dato origine a un lago artificiale di oltre 20 milioni di metri cubi, nel quale, presso Chievolis, in sponda destra, confluisce il torrente Silisia. Da ponte Racli il Meduna prosegue verso sud, riceve sulla destra le acque del torrente Muiè e sbocca in pianura a valle di Meduno, in località Monteli.
Da alcuni decenni le acque del Meduna vengono utilizzate per scopi idroelettrici e per l’irrigazione dell’alta pianura spilimberghese. A questo scopo sono stati costruiti tre serbatoi: a ponte Racli, a Ca’ Zul, nell’alto corso del torrente, e a Ca’ Selva, sul Silisia.

 

 

 

 

 

 

 

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